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Simoni: “Questo Cosenza assomiglia molto a quello che sfiorò la Serie A”

L’ex portiere rossoblu è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni: “La coesione di questo gruppo può sopperire ad eventuali carenze tecnico-tattiche. E su Braglia…”

Per Luigi Simoni parla la sua storia. Cinque campionati a Cosenza, la promozione in Serie B del 1988, campionato nel quale il portierone nativo di Massa Fiscaglia stabilì il record di imbattibilità con 694 minuti senza subire gol, e la Serie A sfiorata l’anno dopo sotto la guida di Bruno Giorgi. “E’ stata la mia prima esperienza da professionista, quella che ricordo con maggior affetto” dice Simoni in esclusiva ai nostri microfoni, “cinque anni con compagni meravigliosi, uno tra tutti Denis. Nomino solo lui così non si offende nessuno…”

Un gruppo, dunque, eccezionale, che strabiliò gli addetti ai lavori con risultati da urlo: “Eravamo una squadra di ragazzi cresciuti assieme: Lombardo, Galeazzi, Padovano, Bergamini stesso. Siamo stati presi da categorie inferiori e cresciuti da allenatori eccellenti come Di Marzio e Giorgi. Poi, però, c’è voluta anche l’esperienza di gente dall’elevato spessore morale come Lucchetti, Giovannelli e Castagnini.

Sono molti i tifosi silani che accostano la compagine rossoblu di fine anni ’80 a quella attuale. E tra questi c’è anche Simoni: “Da qualche tempo affermo che questa squadra assomiglia moltissimo a quella in cui ho giocato io. Anche loro hanno vissuto periodi di contestazioni e poi hanno realizzato un finale di stagione meraviglioso, vedesi la scorsa stagione. E quest’anno, se non ci fosse stato qualche errore arbitrale di troppo, avrebbero raggiunto i playoff come facemmo noi trent’anni fa…”

Analogie non solo a livello di risultati in campo, ma soprattutto dal punto di vista caratteriale: “Vedo un gruppo molto coeso e unito, che sopperisce alle eventuali carenze tecnico-tattiche con la forza caratteriale. Hanno molte similitudini con noi, mi aspettavo qualcosa di buono e, dopo aver pagato lo scotto dell’iniziale inesperienza, hanno centrato nel migliore dei modi la salvezza”. Braglia e Di Marzio, due allenatori dal grande carisma: “Le squadre sono figlie dei loro allenatori. Di Marzio preferiva la grinta al piano tecnico-tattico, con queste armi si sopperisce a tutto. Stessa cosa dicasi per Braglia, i risultati parlano per lui. Il tecnico toscano sarebbe il primo acquisto da fare, bisognerebbe mettergli a disposizione una squadra per provare a salire in Serie A“.

 

 

 

 

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Oi Simò ma chi cunti?!

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